Come per l’equivalente umano, le impronte digitali catturano e registrano le caratteristiche di identificazione uniche per un determinato file digitale. Questa tecnica è stata adottata dai siti di condivisione video per consentire ai creatori di apporre un’impronta digitale ai loro video originali. Queste impronte digitali vengono poi archiviate in una banca dati di riferimento. Utilizzando un software specifico, si procede all’analisi di ogni singolo contenuto (nuovo o sconosciuto) e alla creazione delle impronte digitali, che vengono confrontate con tutte quelle archiviate nella banca dati per verificare l’esistenza di un’eventuale corrispondenza e per individuare usi illeciti.
Le impronte digitali hanno come scopo principale quello di facilitare il riconoscimento dei contenuti. Non aggiungono alcuna informazione al file digitale. I metodi basati sulle impronte digitali analizzano invece le proprietà uniche e intrinseche di un file digitale (come le forme d’onda audio o le caratteristiche video) e generano una stringa di valori per descrivere tali proprietà: l’«impronta digitale». A seconda del tipo di file, questi valori possono rappresentare parole di un testo, una sezione unica di un’immagine o le onde sonore di una parte di una canzone. Le stringhe di valori vengono memorizzate in una banca dati, che può essere utilizzata per rilevare le corrispondenze con altri contenuti di terzi che sono stati anch’essi dotati di impronte digitali. Le tecnologie basate sulle impronte digitali sono persino in grado di identificare file simili e alterati, come ad esempio un film registrato dallo schermo di un televisore o una versione cover di una canzone.
Le impronte digitali vengono utilizzate per registrare quando e dove sono stati mostrati i video (video completi, parti di video o anche brevissimi estratti) o quando sono stati riprodotti file audio. Sono anche utili per la polizia scientifica per determinare se un file è stato manipolato. Questa tecnologia può essere utilizzata anche per tracciare le abitudini di visualizzazione, monetizzare i video (ad esempio, tramite società incaricate della riscossione dei diritti d’autore o servizi pubblicitari) e individuare contenuti illeciti. Può essere utilizzata anche per i file di testo.
Se si desidera utilizzare le impronte digitali, è necessario scegliere e impostare un metodo di generazione delle impronte, una banca dati, un metodo di rilevamento e un sistema di tracciamento. Le impronte digitali vengono talvolta utilizzate in combinazione con altre tecnologie complementari di riconoscimento dei contenuti.
Sono disponibili diverse soluzioni di impronte digitali, comprese alcune soluzioni open source. Sebbene le banche dati delle impronte digitali memorizzino solo stringhe di caratteri anziché interi file, le tecnologie di impronte digitali più robuste estrarranno un numero significativo di caratteristiche uniche dal file e richiederanno quindi maggiori risorse computazionali per crearle, memorizzarle ed elaborarle.