Impatto delle industrie ampiamente basate sui diritti di proprietà intellettuale nell’Unione europea

L’Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale e l’Ufficio europeo dei brevetti hanno condotto tre studi a livello dell’Unione europea sul contributo fornito dai diritti di proprietà intellettuale (DPI) all’economia dell’UE.

Questi studi sono finalizzati a fornire prove a supporto dell’elaborazione delle politiche e costituiscono una base per sensibilizzare i cittadini europei al valore della proprietà intellettuale.

 

 

Industrie ampiamente basate sui diritti di proprietà intellettuale e performance economica nell’Unione europea

Lo scopo di questo studio è fornire una valutazione migliore e aggiornata del contributo che le industrie ampiamente basate sui diversi tipi di diritti di proprietà intellettuale (DPI) apportano congiuntamente alle economie dell’UE. Lo studio conferma i vantaggi economici che marchi, disegni e modelli, brevetti, diritti d’autore, indicazioni geografiche (IG) e le privative per ritrovati vegetali comportano per l’Europa. Aggiorna lo studio pubblicato nel 2013 e mostra che le industrie ampiamente basate sui DPI sono riuscite ad affrontare meglio la crisi.

Risultati principali:

  • il 28 % di tutti i posti di lavoro nell’UE (60 milioni) può essere attribuito direttamente alle industrie ampiamente basate sui DPI;
  • il 38 % di tutti i posti di lavoro nell’UE (82 milioni) può essere attribuito, direttamente e indirettamente, alle industrie ampiamente basate sui DPI;
  • le industrie ampiamente basate sui DPI corrispondono retribuzioni notevolmente più elevate rispetto alle altre, con un premio salariale pari al 46 %;
  • il 42 % dell’attività economica complessiva (PIL) nell’UE è attribuibile alle industrie ampiamente basate sui DPI, per un valore di 5 700 miliardi di EUR;
  • le industrie ampiamente basate sui DPI sono all’origine di circa il 90 % degli scambi dell’UE con il resto del mondo, generando un’eccedenza commerciale per l’UE di 96 miliardi di EUR.
 

Come è stato condotto lo studio a livello delle industrie?

Per determinare quali sono le industrie ampiamente basate sui DPI, lo studio ha confrontato le banche dati delle registrazioni dell’EUIPO, dell’UEB e dell’Ufficio comunitario delle varietà vegetali (UCVV) per brevetti, marchi, disegni e modelli e varietà vegetali con la banca dati commerciale ORBIS a livello dell’UE.

Lo studio si basa inoltre sui dati di Eurostat relativi all’occupazione per industria, al fine di calcolare il numero di disegni e modelli, brevetti e marchi per ciascun settore. Circa 240 000 imprese sono state analizzate usando questi parametri.

Lo studio esamina altresì il numero di diritti di PI per 1 000 dipendenti in ogni industria, in modo da tenere conto dell’effetto delle relative dimensioni. Sono state considerate ampiamente basate sui DPI le industrie con un numero di depositi per 1 000 dipendenti superiore alla media.

Le industrie ampiamente basate sui diritti d’autore sono state individuate usando un altro approccio, simile a quello dell’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (OMPI). Infine, per quanto riguarda le industrie ampiamente basate su IG lo studio si basa su fonti e informazioni regolamentari fornite dalla DG Agricoltura e sviluppo rurale della Commissione europea.

La metodologia usata permette di confrontare i risultati relativi all’UE con quelli dello studio statunitense pubblicato nel settembre 2016 dall’amministrazione per l’economia e la statistica del dipartimento del commercio degli Stati Uniti e dall’Ufficio marchi e brevetti degli Stati Uniti (USPTO).

 

Risorse: industrie ampiamente basate sui diritti di proprietà intellettuale e performance economica nell’Unione europea
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Diritti di proprietà intellettuale e performance delle imprese in Europa: un’analisi economica

Questo studio confronta la performance economica delle imprese titolari di DPI con quella delle imprese che non lo sono. I diritti di PI considerati in questo studio sono brevetti, marchi e disegni e modelli (diritti sia europei sia nazionali).

Risultati principali:

  • le imprese titolari di DPI tendono ad avere un numero di dipendenti di quasi sei volte maggiore rispetto alle imprese che non lo sono;
  • in media il loro reddito per dipendente è superiore del 29 %;
  • corrispondono retribuzioni che sono in media del 20 % più elevate rispetto a quelle versate dalle altre imprese;
  • circa il 40 % delle grandi imprese è titolare di DPI;
  • sebbene solo il 9 % delle piccole imprese possieda DPI, le imprese che sono titolari di tali diritti hanno un reddito per dipendente di quasi il 32 % più alto rispetto alle altre.
 

Come è stato condotto lo studio?

I DPI considerati nello studio sono brevetti, marchi e disegni e modelli (oltre a tutte le combinazioni dei tre). I diritti d’autore e le indicazioni geografiche, di cui si è tenuto conto nel primo studio, non sono stati presi in esame a causa della loro natura. Tuttavia, il presente studio considera i DPI sia europei sia nazionali, migliorando così notevolmente i dati disponibili, e fornisce una visione completa del portafoglio di DPI (sia europei sia nazionali) di ciascuna impresa.

I dati relativi al portafoglio di DPI di ogni impresa sono stati confrontati con le informazioni di ORBIS, una banca dati commerciale. ORBIS fornisce dati finanziari e altre informazioni su milioni di imprese europee, raccolte dai depositi e dalle relazioni contabili effettuate dalle aziende presso i registri delle imprese di tutti gli Stati membri dell’UE.

 

 
Risorse: i diritti di proprietà intellettuale e la performance delle imprese in Europa
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Industrie ampiamente basate sui diritti di proprietà intellettuale: contributo alla performance economica e all’occupazione nell’Unione europea

Questo studio presenta le principali industrie ampiamente basate sui DPI e il loro contributo alla performance economica e agli scambi commerciali a livello dell’UE. Contiene una sezione sul numero di brevetti, marchi e disegni e modelli che provengono da ciascuno Stato membro ed esamina in dettaglio l’aspetto della creazione di posti di lavoro. Nella trattazione sono considerati anche i diritti d’autore e le indicazioni geografiche (IG).

 

Risultati principali:

  • circa la metà delle industrie dell’UE è ampiamente basata sui DPI;
  • esse sono direttamente responsabili del 26 % di tutti i posti di lavoro nell’UE (circa 56 milioni di posti di lavoro diretti);
  • se si aggiungono 20 milioni di posti di lavoro indiretti, il 35 % di tutti i posti di lavoro nell’UE si basa su queste industrie;
  • queste industrie hanno generato quasi il 39 % dell’attività economica complessiva (PIL) nell’UE, per un valore di 4 700 miliardi di EUR;
  • esse corrispondono retribuzioni più elevate, con un premio superiore al 40 %;
  • sono responsabili del 90 % degli scambi dell’UE con il resto del mondo.
 

 

Come è stato condotto il primo studio?

Per determinare quali sono le industrie ampiamente basate sui DPI, lo studio ha confrontato le banche dati dei registri dell’EUIPO e dell’UEB per i brevetti, i marchi e i disegni e modelli con la banca dati commerciale ORBIS a livello dell’UE.

Lo studio si basa inoltre sui dati di Eurostat relativi all’occupazione per industria, al fine di calcolare il numero di disegni e modelli, brevetti e marchi per ciascun settore. Circa 240 000 imprese sono state analizzate usando questi parametri.

Lo studio esamina altresì il numero di diritti di PI per 1 000 dipendenti in ogni industria, in modo da tenere conto dell’effetto delle relative dimensioni. Sono state considerate ampiamente basate sui DPI le industrie con un numero di depositi per 1 000 dipendenti superiore alla media.

Le industrie ampiamente basate sui diritti d’autore sono state individuate usando un altro approccio, elaborato dall’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (OMPI). Infine, per quanto riguarda le industrie ampiamente basate su IG lo studio si basa su fonti e informazioni regolamentari fornite dalla direzione generale dell’Agricoltura e dello sviluppo rurale della Commissione europea.

 

 
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