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On infringements of intellectual property rights

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FAQs on copyright for consumers

DOMANDE RIVOLTE DI FREQUENTE sul diritto d’autore per i consumatori

Le domande rivolte di frequente (FAQ) sul diritto d’autore aiutano a informare tutti i consumatori europei su cosa è lecito e cosa non lo è nell’utilizzo di contenuti protetti dal diritto d’autore, quali musica o film in internet.

Nell’ambito di questa iniziativa coronata da successo, le FAQ sul diritto d’autore per i docenti forniranno a questi ultimi e agli studenti dell’UE informazioni chiare e accurate in merito al tipo di uso dei contenuti protetti dal diritto d’autore che è consentito nel contesto dell’istruzione.

15 domande dei consumatori sul diritto d’autore per tutti gli Stati membri dell’UE

Le risposte alle FAQ valgono per tutti gli Stati membri dell’UE. Sono disponibili in inglese e in almeno una delle lingue ufficiali dello Stato membro in questione.

In che modo il diritto d’autore influisce sulla vita quotidiana?

 
Si pubblicano post sui social media?
Si aggiungono storie al proprio blog?
Si trasmette in streaming in modo legale?
A chi appartengono i diritti del proprio lavoro quando lo si pubblica su una piattaforma?
Si sta citando un libro famoso online? Come?
 
 
 

Clicca su un paese nella mappa o seleziona un paese dalla lista per mostrare le risposte del paese:

 

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1. Che cos’è il diritto d’autore e che cosa sono i diritti connessi? Il diritto è identico nel resto del mondo?

2. A chi appartiene il diritto d’autore e in che modo è utile per i creatori, i titolari dei diritti, i consumatori, la società, l’economia e la cultura nel suo insieme?

3. La protezione del diritto d’autore si ottiene automaticamente se, per esempio, scatto una fotografia con il mio telefono? O devo registrare la mia opera per ottenere protezione?

4. In cosa consiste una violazione del diritto d’autore? Corro qualche rischio a non rispettarne le regole? Che cosa accade se commetto un illecito?

5. A quali condizioni posso utilizzare un’opera protetta dal diritto d’autore creata da altri? Mi è stato detto che l’uso di un’opera altrui è semplicemente una citazione e quindi deve sempre ritenersi permesso.

6. Posso utilizzare musica protetta da diritto d’autore come colonna sonora di un video amatoriale che ho realizzato e vorrei pubblicare su una piattaforma video?

7. Mi è consentito dare una copia di un’opera protetta da diritto d’autore a un familiare o amico?

8. Posso scaricare da Internet un’opera protetta dal diritto d’autore ed è rilevante la tecnologia che utilizzo e se scarico solo parti dell’opera?

9. Ho provato a copiare un film da un DVD sul mio computer, ma non ci sono riuscito a causa di una misura tecnologica di protezione. Di cosa si tratta ed è permesso disattivarla per realizzare copie private?

10. Che cos’è il compenso per la copia privata?

11. Non rispetto il diritto d’autore se guardo un film in streaming anziché scaricarlo da Internet?

12. Se le piattaforme dei social media includono automaticamente opere protette dal diritto d’autore nelle mie pubblicazioni o condivisioni, sono responsabile di ciò ed è questa una violazione del diritto d’autore? Che succede se creo un collegamento ad esse nel mio sito web o nel mio blog?

13. Quando creo un’opera e la pubblico in rete, i termini e le condizioni di molti siti web richiedono il trasferimento del mio diritto d’autore al sito. Ciò significa che perdo tutti i diritti sull’opera per il futuro?

14. Il mio avatar si ispira al mio attore preferito, a un personaggio dei cartoni animati o a un club sportivo. Possono sorgere problemi riguardanti la violazione del diritto d’autore o di ogni altra legge per un motivo del genere?

15. Come si fa a sapere se un’opera è offerta legalmente o illegalmente in rete?

 

 

 

1. Che cos’è il diritto d’autore e che cosa sono i diritti connessi? Il diritto è identico nel resto del mondo?

Il diritto d’autore attribuisce diritti di utilizzazione economica, diritti morali e diritti a compenso a favore di autori di opere creative (quali le opere letterarie, drammatiche, didattiche e religiose) nonché le composizioni musicali, teatrali, le coreografie, le pantomime, i film, le fotografie, i lavori di architettura, i programmi per elaboratore e le banche dati. Oltre ai diritti d’autore, esistono diritti «connessi» (o «in stretta relazione»), che hanno il fine di premiare e/o incentivare lo sforzo creativo e gli investimenti di coloro che rendono tali opere accessibili e fruibili da parte del pubblico: gli artisti interpreti ed esecutori di opere musicali o audiovisive, i produttori discografici, le emittenti radiofoniche e televisive, ecc. Il diritto d’autore ricompensa il lavoro dei creatori con l’attribuzione di diritti esclusivi (e cioè il diritto di autorizzare o meno l’uso delle opere protette) e diritti a compenso. Questi ultimi garantiscono un certo guadagno a chi ha partecipato al processo creativo a prescindere dal trasferimento dei diritti esclusivi assegnati originariamente ad altri soggetti. Per esempio, oltre al diritto esclusivo di autorizzare la riproduzione, la distribuzione e la comunicazione al pubblico delle loro interpretazioni e registrazioni musicali, gli artisti interpreti ed esecutori e i produttori discografici hanno diritto a ricevere un compenso separato per le utilizzazioni delle proprie opere all’interno di trasmissioni radiofoniche e televisive, film e per qualsiasi tipo di uso pubblico delle registrazioni musicali cui hanno preso parte e che hanno prodotto. Il diritto d’autore attribuisce inoltre prerogative di carattere morale, autonome dai diritti di tipo patrimoniale, che consentono all’autore di essere riconosciuto artefice delle proprie opere creative (ovvero il diritto alla paternità dell’opera) e di autorizzare (e opporsi) a qualsiasi modifica, alterazione, traduzione o trasposizione dell’opera che possa danneggiare il proprio onore e la propria reputazione (diritto all’integrità dell’opera). I diritti morali, tipici dei sistemi giuridici dell’Europa continentale (per esempio la Francia), mostrano come il diritto d’autore si giustifichi prima di tutto per il fatto di tutelare la personalità degli autori e, più in generale, di chi contribuisce alla creazione di opere creative. Occorre ricordare infine che nel diritto d’autore vige il principio di territorialità, secondo cui ogni Paese ha un sistema distinto di regole su tale diritto; regole che sono state progressivamente armonizzate per effetto di convenzioni internazionali dalla fine dell’Ottocento e di un gran numero di direttive Europee dai primi anni ’90. Il Ministero competente in materia di diritto d’autore è il ministero per i Beni e le attività culturali – direzione generale Biblioteche e istituti culturali – ufficio Diritto d’autore.

 

2. A chi appartiene il diritto d’autore e in che modo è utile per i creatori, i titolari dei diritti, i consumatori, la società, l’economia e la cultura nel suo insieme?

Le opere d’arte, letterarie, musicali, multimediali e più in generale tutte le opere protette dal diritto d’autore appartengono all’autore. Il sistema del diritto d’autore è strutturato in modo tale da garantire una quota o una parte della proprietà intellettuale su una data opera a coloro che contribuiscono in maniera significativa al processo creativo, e da garantire loro di essere considerati coautori, soprattutto nel caso in cui il contributo di ciascuno alla creazione finale non possa essere distinto. I diritti d’autore sono spesso condivisi tra i coautori, specialmente nei casi delle opere creative che richiedono una pluralità di «voci» o abilità e lavori differenti: è il caso delle opere creative nell’editoria (per esempio i giornali o le enciclopedie) o delle opere audiovisive, quali i film. In casi specifici esistono diritti a compenso che garantiscono un’equa remunerazione agli autori e artisti interpreti ed esecutori, musicali e audiovisivi: ciò accade per le trasmissioni radiofoniche o televisive di registrazioni musicali e di opere audiovisive (per esempio i film) e per la copia realizzata per uso esclusivamente personale. Questo sistema di compensazioni economiche è pensato per stimolare la produzione culturale e per mettere autori, artisti e le industrie creative nelle condizioni di continuare a creare in modo autonomo e intellettualmente libero, a beneficio del pubblico, della società, e della cultura nel suo insieme.

 

3. La protezione del diritto d’autore si ottiene automaticamente se, per esempio, scatto una fotografia con il mio telefono? O devo registrare la mia opera per ottenere protezione?

La tutela del diritto d’autore prescinde da adempimenti formali. A presidio degli interessi dell’autore, vige un principio internazionalmente riconosciuto (la cosiddetta «assenza di formalità») secondo cui i diritti degli autori sussistono dal momento in cui l’opera è creata (come nel caso di una fotografia). Ciò significa che si ha una tutela «automatica». Tuttavia, per esser in grado di provare la creazione dell’opera in un dato momento storico, è opportuno attribuire data certa alla creazione dell’opera; ciò è possibile attraverso la procedura di deposito presso il Registro pubblico generale delle opere protette tenuto presso la direzione generale Biblioteche e istituti culturali – MIBAC, o attraverso la procedura di deposito di opera inedita presso la SIAE, altrimenti utilizzando registri disponibili online. Nel caso delle fotografie, in particolare, occorre tener presente che la protezione di questa specifica categoria di opere può variare in modo significativo, a seconda del carattere creativo (o grado di originalità) dell’opera: se la foto non è particolarmente originale e ritrae semplicemente persone o aspetti, elementi o fatti della vita naturale e sociale (comprese le riproduzioni dell’arte figurativa e i fotogrammi delle pellicole cinematografiche) la foto è protetta da un diritto esclusivo limitato ad una durata di 20 anni decorrenti dalla realizzazione della foto.

 

4. In cosa consiste una violazione del diritto d’autore? Corro qualche rischio a non rispettarne le regole? Che cosa accade se commetto un illecito?

Si viola il diritto d’autore quando si utilizza un’opera protetta senza aver ottenuto idonea autorizzazione dal titolare dei diritti, e l’attività in questione non rientra in un’eccezione o limitazione al diritto d’autore. Con le eccezioni al diritto d’autore la legislazione vigente individua casi e situazioni in cui sono consentite libere utilizzazioni per bilanciare la protezione del diritto d’autore con la tutela di obiettivi e valori che, spesso, si pongono in antitesi con esso (per esempio la libertà d’espressione e comunicazione, la tutela della riservatezza degli utenti, il progresso artistico e scientifico, ecc.). Il tipo di problemi cui si può andare incontro commettendo una violazione del diritto d’autore dipende soprattutto dalla gravità dell’illecito e dall’applicazione di misure e sanzioni che possono essere chieste e ottenute dai titolari dei diritti (anche online, in casi di violazioni massive) irrogate direttamente dall’autorità amministrativa (per esempio AGCOM) o giudiziaria. Nell’era digitale il diritto d’autore è diventato più vulnerabile, laddove soggetto a violazioni anche di grandi proporzioni, basta solo pensare alla condivisione non autorizzata di grandi quantità di dati e materiali protetti dal diritto d’autore per mezzo di piattaforme «peer to peer» e di programmi di «file sharing» e di siti quali i «Torrent». È bene ricordare che la mancanza di consapevolezza del carattere illecito di una certa utilizzazione di opere protette dal diritto d’autore può rendere meno grave o non punibile una certa utilizzazione dal punto di vista penale; può essere però del tutto irrilevante nei casi in cui l’autorità amministrativa sia chiamata a irrogare sanzioni monetarie o l’autorità giudiziaria debba pronunciarsi su richieste di danni da parte dei titolari dei diritti nei confronti dell’utente.

 

5. A quali condizioni posso utilizzare un’opera protetta dal diritto d’autore creata da altri? Mi è stato detto che l’uso di un’opera altrui è semplicemente una citazione e quindi deve sempre ritenersi permesso.

Le opere creative altrui possono esser utilizzate senza problemi, anche parzialmente, previa autorizzazione del titolare dei diritti d’autore. L’autorizzazione può anche essere espressa, specialmente in ambienti digitali, attraverso modelli standard di licenza che si ritrovano in siti web o nel documento o cartella elettronica che contiene l’opera e informa riguardo alle attività che, per volontà dell’autore e/o del titolare del relativo diritto, si è liberi di intraprendere, senza correre il rischio di violare alcuna disposizione di legge. Esempi efficaci di tali licenze sono i termini e le condizioni d’uso che accompagnano un prodotto che si acquista o un servizio cui ci si abbona, specialmente online (si pensi ai negozi digitali che permettono di scaricare musica e film o di accedervi in «streaming»). Esempi di licenze standard di carattere non commerciale sono le licenze elaborate da Creative Commons per vari tipi di utilizzazione. In assenza di una licenza o di un’autorizzazione standard, espressa in uno dei modi suddetti, è possibile che l’uso che s’intende realizzare con un’opera creativa altrui sia giustificato e reso libero da una delle eccezioni e limitazioni al diritto d’autore stabilite dalla legge per tutelare e incoraggiare utilizzazioni socialmente e/o economicamente utili. Citazioni ed estratti da opere protette, per esempio, sono permessi da specifiche eccezioni nella misura in cui l’utente non autorizzato indichi il nome dell’autore e la fonte dell’opera e citi l’opera per criticarla o discuterla o la utilizzi (parzialmente) per scopi non commerciali in attività di insegnamento o ricerca. Le citazioni e gli estratti appena menzionati sono permessi nei limiti giustificati dai fini di critica, discussione, insegnamento e ricerca e, per essere legittimi, non devono danneggiare lo sfruttamento commerciale dell’opera, riservato per legge al titolare dei diritti d’autore.

 

6. Posso utilizzare musica protetta da diritto d’autore come colonna sonora di un video amatoriale che ho realizzato e vorrei pubblicare su una piattaforma video?

Secondo la legislazione vigente, non si può utilizzare una composizione musicale e la relativa registrazione per la produzione di un video amatoriale senza l’autorizzazione dei titolari dei diritti d’autore e dei diritti a questo connessi (e cioè i diritti degli artisti, dei musicisti interpreti e dei produttori discografici). Occorre considerare che l’uso non autorizzato di un’opera musicale preesistente e la relativa registrazione musicale per un video amatoriale pubblicato su una piattaforma digitale equivale non solo a una riproduzione non autorizzata ma anche a una forma di comunicazione al pubblico riservata per legge agli autori dell’opera e agli interpreti e ai produttori della registrazione del brano musicale. Un uso del genere costituisce anche una modifica e/o elaborazione sostanziale dell’opera che può ledere diritti economici e morali, nella misura in cui la sovrapposizione della musica alle immagini avvenga senza una corretta identificazione degli aventi diritto (in violazione del cosiddetto diritto di essere riconosciuto autore dell’opera: ovvero del diritto di paternità) e/o sia tale da danneggiarne la reputazione (nella misura in cui la sovrapposizione della musica alle immagini ne modifichi il carattere originario; si parla in questi casi di una violazione del diritto all’integrità dell’opera musicale).

 

7. Mi è consentito dare una copia di un’opera protetta da diritto d’autore a un familiare o amico?

La legge nazionale non consente la riproduzione in copie di un esemplare dell’opera originale protetta a un amico o familiare senza una licenza o autorizzazione da parte dei titolari dei relativi diritti. La legislazione vigente chiarisce che le copie private sono ammissibili solo per uso personale e nella misura in cui l’utente abbia avuto accesso legittimo all’esemplare originale. La legge è rigorosa su questo fronte al fine di proteggere il diritto esclusivo di distribuzione del titolare dei diritti d’autore e l’interesse economico costituito dall’opportunità per il titolare dei diritti di vendere copie aggiuntive dell’opera.

 

8. Posso scaricare da Internet un’opera protetta dal diritto d’autore ed è rilevante la tecnologia che utilizzo e se scarico solo parti dell’opera?

È consentito scaricare da Internet un’opera creativa protetta se si è ottenuta un’autorizzazione dal titolare dei diritti d’autore, come avviene quando si utilizzano servizi digitali (per esempio il programma iTunes di Apple), che consentono di scaricare musica, film, serie tv, applicazioni telefoniche, ecc. previa sottoscrizione di una licenza e pagamento di un compenso. È consentito scaricare inoltre tutte le opere e i materiali messi in circolazione su Internet sulla base di licenze standard come quelle di Creative Commons. Non è consentito scaricare opere, invece, senza il consenso dei titolari dei diritti, come accade molto spesso sulle piattaforme di «file sharing» e nella condivisione peer-to-peer. Per riproduzioni di questo genere non è consentito invocare l’applicazione dell’eccezione della «copia privata» (ovvero la copia realizzata a fini personali senza scopo di lucro), visto che tale eccezione è riservata a chi abbia acquisito l’originale o abbia avuto accesso all’opera in modo legittimo, ovvero con l’autorizzazione o licenza dei titolari dei diritti. Infine, sono indifferenti tanto il tipo di tecnologia utilizzata quanto il fatto che a essere riprodotte siano solo parti dell’opera, essendo anche queste parti, di per sé, protette dal diritto d’autore.

 

9. Ho provato a copiare un film da un DVD sul mio computer, ma non ci sono riuscito a causa di una misura tecnologica di protezione. Di cosa si tratta ed è permesso disattivarla per realizzare copie private?

Una misura tecnologica di protezione è un meccanismo tecnico (per esempio un sistema anti‑copiatura) o un programma informatico (per esempio i sistemi di gestione dei diritti digitali, meglio conosciuti con l’acronimo DRM) che permette al creatore o al fornitore di un contenuto digitale di controllare l’accesso e l’uso di tale contenuto da parte dell’utente. L’idea sottostante è quella di rendere applicabili, tramite uno strumento tecnologico, le condizioni contrattuali di accesso e utilizzazione stabilite in una licenza che accompagna il prodotto e che il consumatore finale accetta al momento dell’acquisto. È illegale manomettere e superare le misure tecnologiche di protezione, ed è punita penalmente la condotta di chi compie un’attività del genere rimuovendo le informazioni riguardanti il regime dei diritti d’autore sulla singola opera per poi mettere così il contenuto a disposizione di altri. Tuttavia, è prevista un’eccezione alla protezione delle misure tecnologiche che consente all’utente di manomettere e superare tale restrizione, senza violare il diritto d’autore, se l’obiettivo è quello di realizzare almeno una copia del DVD in formato analogico (non sul proprio computer quindi) a condizione che l’utente ne abbia acquistato un esemplare legittimamente (ovvero non «pirata»). Una volta superata e disattivata la misura tecnologica, l’utente non potrà comunque realizzare copie private digitali in maniera legittima: qualsiasi copia digitale non autorizzata violerebbe infatti il diritto esclusivo di riproduzione, riservato dalla legge al titolare dei diritti, cioè al produttore cinematografico.

 

10. Che cos’è il compenso per la copia privata?

I compensi per la cosiddetta «copia privata» di opere protette costituiscono una forma di remunerazione per autori, artisti interpreti esecutori, produttori discografici, produttori di opere audiovisive e editori librari. I diritti a compenso per tali categorie di titolari di diritti d’autore sono dovuti per la copia privata realizzata per uso esclusivamente personale di registrazioni musicali e opere audiovisive quali, per esempio, i film e per la fotocopia di ciascun volume o periodico (con l’eccezione delle partiture e degli spartiti musicali). I compensi sono previsti perché, in circostanze come quelle appena ricordate, i titolari dei diritti non sono nelle condizioni di autorizzare o monetizzare le copie private realizzate dagli utenti: non si può infatti negoziare un compenso e ottenerlo da chi, nella propria sfera privata, copia un album musicale o un film o fotocopia l’estratto da un libro. La remunerazione per copia privata, il cui importo costituisce o un prezzo fisso, aggiunto al prezzo di vendita di un determinato prodotto, o un ammontare variabile che tiene conto della capacità di memorizzazione di dati, si applica sia sul prezzo di vendita di strumenti e apparecchi tecnologici idonei a realizzare riproduzioni sia su supporti vergini. In tempi recenti, il prelievo di compensi per copia privata è stato esteso a tutti gli strumenti e a tutte le tecnologie digitali utilizzate per far copie e per memorizzare contenuti: per esempio i computer, i telefoni cellulari, le memorie hardware, anche portatili, ecc. La lista dei prodotti sottoposti a prelievo è determinata e aggiornata periodicamente dal ministero per i Beni e le attività culturali. I criteri di ripartizione dei compensi per copia privata sono predeterminati dalla legge e sono aggiornati ogni tre anni. La legge determina rigidamente come i diritti di compensazione vengono assegnati in ciascun settore a cui il sistema di compensazione si applica. La rigida assegnazione assicura che tutti i titolari dei diritti d’autore, inclusi quelli con un potere di contrattazione più debole (ad esempio gli autori individuali e gli esecutori) non finiscano col rinunciare alla loro remunerazione per via del contratto. Per le registrazioni audio, ad esempio, il 50 % degli introiti è garantito agli autori, mentre il 50 % rimanente viene suddiviso equamente tra i produttori discografici e gli esecutori musicali. Invece, nel settore audiovisivo, il 30 % viene assegnato agli autori, mentre il 70 % rimanente è equamente suddiviso tra i produttori di lavori audiovisivi e gli esecutori (ad esempio gli attori).

 

11. Non rispetto il diritto d’autore se guardo un film in streaming anziché scaricarlo da Internet?

Non esiste una grande differenza tra lo scaricare un film da Internet e vederlo in «streaming», considerato che anche lo «streaming» presuppone che una copia temporanea del film sia conservata sul computer o sul portatile dell’utente. Inoltre, lo «streaming» di contenuti è una forma di distribuzione digitale riservata dalla legge al titolare dei diritti d’autore sull’opera, in questo caso il produttore cinematografico. Poiché lo «streaming» implica sia una riproduzione sia una forma di comunicazione al pubblico del film, chi lo mette a disposizione legittimamente, per mezzo di servizi digitali quali Netflix, Chili, Infinity ecc., ottiene una previa autorizzazione dal produttore e la estende a sua volta agli utenti finali dei propri servizi. Dal punto di vista dell’utente/consumatore, l’abbonamento o l’accesso legittimo a uno dei suddetti servizi consente uno «streaming» legittimo, essendo i relativi diritti acquisiti dall’intermediario a beneficio dell’utente/consumatore finale.

 

12. Se le piattaforme dei social media includono automaticamente opere protette dal diritto d’autore nelle mie pubblicazioni o condivisioni, sono responsabile di ciò ed è questa una violazione del diritto d’autore? Che succede se creo un collegamento ad esse nel mio sito web o nel mio blog?

L’utilizzo di piattaforme digitali, che consentono di pubblicare contenuti, o di social network, che ne consentono la condivisione, vincola al rispetto dei termini e delle condizioni d’uso della piattaforma stessa. L’uso di piattaforme implica l’impegno a pubblicare e mettere a disposizione opere e altri materiali di cui si possiedono i diritti o per i quali si possiede un’idonea autorizzazione da parte dei relativi titolari. Qualora si pubblichino materiali protetti senza autorizzazione, creando un collegamento ipertestuale (link) a essi e/o incorporandoli in una pagina web personale o mettendoli a disposizione dei propri contatti (può trattarsi anche di migliaia di persone), si è direttamente responsabili per la pubblicazione ed è molto probabile che tale attività violi il diritto d’autore. È facilmente comprensibile, visti i termini e le condizioni d’uso di tali piattaforme, che il fornitore del servizio possa rimuovere i materiali che violano il diritto d’autore; anzi, può esservi obbligato in risposta a una notifica di violazione riguardante le violazioni che la legge consente ai titolari di diritto d’autore di inviare all’intermediario. La responsabilità legale può essere evitata se le inserzioni e le pubblicazioni di lavori protetti dal diritto d’autore sono già disponibili altrove su Internet (ad esempio su YouTube) con il consenso del titolare del diritto. Questa conclusione scaturisce da un’interpretazione delle regole sul diritto d’autore della Corte di giustizia dell’Unione europea, la cui implementazione a livello nazionale richiede di essere analizzata più a fondo.

 

13. Quando creo un’opera e la pubblico in rete, i termini e le condizioni di molti siti web richiedono il trasferimento del mio diritto d’autore al sito. Ciò significa che perdo tutti i diritti sull’opera per il futuro?

Ogni volta che si usa una piattaforma digitale che consente di pubblicare contenuti se ne accettano i termini e le condizioni d’uso. Di norma, le condizioni contrattuali che regolano l’acquisizione e l’uso dei contenuti creati dagli utenti su piattaforme o reti sociali non prevedono un vero e proprio trasferimento della proprietà intellettuale delle opere; il titolare della piattaforma (per esempio Facebook o Instagram) indica nelle «condizioni d’uso» le attività consentite e le modalità. È buona norma leggere con attenzione i termini e le condizioni di ciascuna piattaforma o rete sociale prima di decidere se e come utilizzarle, e per quali tipi di opere. Ad ogni modo, a tutela dell’utente in quanto autore esistono disposizioni normative che possono rivelarsi utili se il proprietario della piattaforma dovesse reclamare la proprietà intellettuale delle opere caricate sulla stessa: è infatti previsto che l’esercizio dei diritti di esclusiva debba essere esercitato autonomamente; il che significa che ciascun tipo di sfruttamento dell’opera (a seconda dei mezzi tecnici e delle piattaforme o canali prescelti) richiede accordi separati e specifici.

 

14. Il mio avatar si ispira al mio attore preferito, a un personaggio dei cartoni animati o a un club sportivo. Possono sorgere problemi riguardanti la violazione del diritto d’autore o di ogni altra legge per un motivo del genere?

In mondi e contesti virtuali accessibili in rete, la creazione di «avatar» ispirati a personaggi famosi del cinema, dei cartoni animati o dello sport può costituire una condotta illecita, nella misura in cui gli autori delle opere utilizzate (per esempio un cartone animato) o il titolare di altri diritti di proprietà intellettuale e/o di diritti esclusivi inerenti a un terzo (per esempio i diritti di immagine su un calciatore detenuti dalla propria squadra), non abbiano autorizzato il titolare della piattaforma virtuale all’uso e alla diffusione di detti nomi, immagini, marchi e nomi commerciali. Non si tratta di soli diritti d’autore, ma anche di quei diritti che, nel loro complesso, consentono lo sfruttamento della propria immagine, soprattutto in ambito commerciale e pubblicitario.

 

15. Come si fa a sapere se un’opera è offerta legalmente o illegalmente in rete?

Un’opera protetta dal diritto d’autore può essere messa a disposizione in rete nella misura in cui il titolare dei diritti abbia dato la propria autorizzazione per un certo uso digitale della propria opera. L’esistenza di un’autorizzazione può riscontrarsi verificando se il modello di distribuzione digitale prescelto dal titolare dei diritti è senza scopo di lucro o, al contrario, commerciale. Per esempio, al giorno d’oggi, sono molte le opere protette dal diritto d’autore offerte in rete gratuitamente per effetto di licenze (come quelle offerte da Creative Commons), la cui diffusione ne consente anche una più semplice ricerca attraverso motori di ricerca dedicati. Tali licenze accompagnano le opere e, anche attraverso l’uso di metadati incorporati nel sito o documento che le contiene, informano l’utente della volontà del titolare di autorizzare preventivamente l’accesso, la copia, la distribuzione e, eventualmente, la modifica o lo sviluppo dell’opera. Normalmente licenze di questo genere contengono un riferimento preciso al titolare dei diritti, che consente all’utente di contattarlo e di verificare direttamente l’autenticità della licenza. Per ciò che riguarda la distribuzione commerciale di contenuti in rete, invece, la copia legittima è normalmente quella per cui si è pagato un compenso e/o cui l’utente ha avuto accesso accettando i termini e le condizioni di un servizio online, nel cui contesto i titolari dei diritti d’autore sono identificati correttamente. È improbabile che sia lecita una copia che si trovi su un dato sito web o piattaforma o su una rete di «file sharing» senza che quell’accordo commerciale o quella scelta siano state adeguatamente pubblicizzate. Di norma, infatti, è cura degli autori stessi dare notizia della volontà di rendere l’opera fruibile gratuitamente. I fornitori commerciali di contenuti autorizzati acquistano regolarmente i necessari diritti, e quindi offrono copie autorizzate delle opere protette per poter promuovere adeguatamente i propri servizi e renderli appetibili senza incorrere in violazioni massive del diritto d’autore.

Un utile strumento per individuare in rete contenuti creativi legali è il portale europeo «agorateka». L’Italia partecipa al progetto elaborato dall’EUIPO attraverso la piattaforma «Mappa dei contenuti» che costituisce una guida sicura e affidabile per la scoperta dell'offerta digitale in rete. Attraverso sei sezioni costantemente aggiornate: e-book, film, videogiochi, editoria specializzata, TV e musica, gli utenti possono scegliere le offerte che più rispondono alle proprie esigenze.

 

 

 

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Clausola di esclusione di responsabilità

Le risposte alle FAQ sono state completate alla data indicata quale data di ultimo aggiornamento sul sito internet. La raccolta di informazioni aggiornate da 27 Stati membri è un lavoro impegnativo, perché mentre l’EUIPO si sforza di mantenere attuali le informazioni può rendersi disponibile nuova giurisprudenza o possono intervenire riforme legislative che incidono sul contenuto delle FAQ. Né l’EUIPO né altre persone che agiscono in suo nome sono responsabili dell’uso che potrebbe essere fatto delle FAQ.

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