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EUIPO
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La nostra storia

EUIPO, 25 anni a tutela dell’innovazione

 

L’EUIPO è nato nel 1994 con la denominazione di Ufficio per l’Armonizzazione nel Mercato Interno (UAMI). È stato istituito ad Alicante, in Spagna, come agenzia decentrata dell’UE, con il compito di amministrare il nuovo diritto unitario di proprietà intellettuale valido a livello di UE, ossia il marchio comunitario (MC), attualmente noto come marchio dell’Unione europea (MUE).

Nel corso di due decenni e mezzo, l’EUIPO ha contribuito in maniera decisiva alla modernizzazione del panorama della proprietà intellettuale nell’Unione. Ha collaborato con gli uffici di PI suoi partner in tutta l’Unione a progetti comuni, aventi tutti un unico obiettivo: apportare vantaggi a tutti gli utenti del sistema dei marchi e dei disegni e modelli dell’UE, ovunque e in qualsiasi modo essi scelgano di chiederne la protezione.

Attraverso l’Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale, l’EUIPO è impegnato a fornire informazioni, basate su elementi probanti, dell’importanza della proprietà intellettuale tanto per i responsabili delle politiche quanto per i cittadini.
 

L’EUIPO fa parte della rete delle agenzie dell’UE. Le agenzie sono organismi specializzati, istituiti a norma del diritto dell’Unione per svolgere una serie di compiti diversi, e sono ubicate in tutta l’Unione europea. L’EUIPO ha sede ad Alicante sin dalla sua istituzione e, secondo uno studio svolto dalla camera di commercio della città, dal 1996 ha avuto un impatto economico superiore a 6 000 milioni di EUR nella regione e nella provincia in generale.

Rete UE

 

L’impegno dell’Ufficio a sostegno della trasformazione digitale ha contraddistinto gran parte del suo sviluppo. Il primo passo è stato il deposito online delle domande di marchi, disegni e modelli; a partire da tale inizio, l’EUIPO ha sviluppato una modalità di fruizione online completa per gli utenti che consente di realizzare pressoché ogni interazione con l’Ufficio per via elettronica.

Inoltre, il recente processo di riforma legislativa ha modernizzato il sistema dei marchi nell’UE, adeguandolo all’era digitale.

Attualmente l’EUIPO fornisce un forte sostegno al mercato interno dell’UE, così come era stato inteso dai suoi fondatori. Si tratta di un’agenzia dell’UE con una portata veramente globale, che protegge l’innovazione e la creatività in tutta l’Unione e svolge il suo ruolo nel contesto del rafforzamento della proprietà intellettuale a livello europeo e internazionale.
 


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L’EUIPO tra passato e presente: una cronistoria

1994-1998: gli esordi

L’EUIPO, allora noto come Ufficio per l’Armonizzazione nel Mercato Interno (UAMI), era una delle sei agenzie istituite dal trattato sull’Unione europea del 1993 (trattato di Maastricht). Dotata di autonomia amministrativa e finanziaria, la nuova agenzia aveva come compito la gestione di un nuovo diritto di proprietà intellettuale a livello europeo, ossia il marchio dell’Unione europea (allora noto come marchio comunitario).

La Spagna è stata designata come paese ospitante dell’EUIPO e la città costiera di Alicante è stata scelta come sua sede.

Nel settembre del 1994, l’EUIPO ha aperto le porte per la prima volta, in un ufficio in affitto situato in centro ad Alicante.

All’epoca, l’Ufficio disponeva di un organico ridotto e le sue attività erano concentrate sulla preparazione dell’infrastruttura amministrativa necessaria in previsione della prima data utile per il deposito del nuovo marchio unitario, ossia il 1° aprile 1996.

Era già stato deciso che i richiedenti di marchi comunitari potessero depositare le loro domande in tutte le lingue dell’UE (che all’epoca erano 11), mentre le cinque lingue di lavoro dell’Ufficio fossero l’inglese, il francese, il tedesco, lo spagnolo e l’italiano.

L’Ufficio ha iniziato da zero. Tutto, dai computer alle sedie, doveva essere approvvigionato, acquistato e preparato prima della data cruciale di primo deposito.

Nella foto: la prima sede dell’EUIPO presso Avenida Aguilera, in centro ad Alicante.

 

1996: ricezione della prima registrazione di un marchio comunitario

Nell’aprile del 1996 l’intenso lavoro svolto per la costituzione dell’Ufficio si è finalmente concretizzato. Sono stati ricevuti i primi marchi comunitari il cui numero ha superato anche le previsioni più ottimistiche.

Soltanto nel primo mese all’Ufficio sono pervenute circa 22 000 domande di marchio.

La previsione iniziale era stata di 15 000 per l’intero primo anno di attività.

In realtà, nei suoi primissimi giorni di attività l’Ufficio ha ricevuto un numero di domande di marchio superiore a quello previsto per i primi diciotto mesi di attività.

Alla fine del 1996 risultavano pervenute 46 700 domande di marchio. Oltre a confermare il successo del nuovo sistema del marchio UE come strumento prezioso per le imprese tanto all’interno quanto all’esterno dell’Unione, tale successo ha significato altresì che le entrate dell’Ufficio derivanti dalle tasse hanno superato le spese e che la nuova agenzia era quindi pienamente autosufficiente dal punto di vista finanziario.

Nella foto: domande di marchio in fase di esame nei primi giorni di attività dell’EUIPO.

 

1996-1999: il ritmo accelera

Il nuovo Ufficio disponeva di una serie di compiti ben definiti da svolgere ai sensi del regolamento sul marchio. Tra questi: l’istituzione di una divisione di Opposizione, di una divisione di Annullamento e delle Commissioni di ricorso. Alla fine del 1996, ad esempio, le Commissioni di ricorso, costituite da soli sei membri, avevano già ricevuto 20 ricorsi.

L’agenzia si stava consolidando come un ufficio della proprietà intellettuale di portata globale, a conferma della visione dei suoi padri fondatori, essendo diventato al tempo stesso motore e specchio del mercato interno dell’UE.

L’enorme afflusso di domande presentate ha reso necessaria una rapida espansione dell’Ufficio. Gli uffici affittati si sono rivelati rapidamente inadatti ed è stato necessario individuare una nuova sede.

Per questo motivo, ad Agua Amarga, alla periferia di Alicante, viene avviata la costruzione della sede principale dell’EUIPO.

Con il sostegno del governo spagnolo e della struttura politica locale e regionale, l’Ufficio ha individuato e acquisito il sito per la nuova sede. L’organico dell’Ufficio è cresciuto in linea con il volume di domande più elevato del previsto; inoltre, il conseguente carico di lavoro notevolmente superiore alle aspettative ha comportato la necessità di accogliere un numero maggiore di esperti della PI.

Tale edificio, situato lungo la strada che collega la città all’aeroporto, ben servita dai mezzi di trasporto da e per il centro, funge ancora oggi da sede dell’EUIPO.

 

Nella foto: veduta aerea della sede dell’EUIPO, a metà del processo di costruzione iniziale.

 

1999-2011: il decollo

In seguito all’insediamento presso la sede permanente nella periferia di Alicante, il ritmo di lavoro dell’Ufficio si è accelerato. Il deposito elettronico dei marchi è stato migliorato e aggiornato, mentre l’Ufficio era impegnato nell’attuazione del quadro per il deposito delle prime domande di disegno o modello comunitario.

Il disegno o modello comunitario registrato era destinato a diventare quindi il secondo diritto di proprietà intellettuale unitario gestito dall’Ufficio. Come per il marchio UE, era destinato ad applicarsi a tutti gli Stati membri dell’UE, ampliando il proprio ambito di protezione in linea con l’espansione dell’Unione. Tale diritto si è trasformato rapidamente in un altro successo per il sistema di proprietà intellettuale in tutta l’UE.

L’Ufficio ha iniziato ad accettare domande per disegni e modelli comunitari registrati nel 2003. Il sogno di un diritto unitario per disegni e modelli per l’UE ha richiesto numerosi anni per diventare realtà, tuttavia, come per il marchio UE, è stato un successo sin dall’inizio.

Concepito per essere un diritto di proprietà intellettuale flessibile, inclusivo e rivolto a ogni tipo di utente, dalle multinazionali ai singoli progettisti, il DMC rappresenta uno strumento importante per le attività economiche.

Nella foto: numero di disegno o modello 000000013-0001, registrato il 1° aprile 2003: si tratta del primo disegno o modello comunitario registrato in assoluto.

 

Allo stesso tempo, si stava lavorando intensamente ai preparativi per l’adesione «big bang» del 2004, che ha comportato l’ingresso di 10 nuovi Stati membri nella famiglia dell’UE. Tali sforzi si sono ripetuti qualche anno dopo, quando Romania e Bulgaria hanno aderito all’Unione europea.

L’adesione di 10 nuovi Stati membri ha comportato la gestione delle domande di marchi e di disegni o modelli in 10 nuove lingue, nonché un aumento delle attività di cooperazione e l’espansione delle reti dell’Ufficio in tutta l’UE.

Il lavoro di preparazione è stato intenso, tuttavia il risultato finale ha visto l’estensione della portata della protezione del marchio UE e dei disegni e modelli comunitari registrati agli utenti di tutta l’Unione.

 

Nella foto: prima riunione di collegamento con gli Stati membri dopo l’adesione del 2004, con la partecipazione di rappresentanti dei nuovi Stati membri.

 

Tutto ciò ha avuto luogo in un contesto caratterizzato da volumi di domande in costante aumento, da una maggiore cooperazione internazionale e da una più intensa collaborazione con gli uffici nazionali e regionali della PI dell’Unione in merito a una serie di questioni di interesse reciproco.

È iniziato anche l’impegno, da parte dell’Ufficio, a mettere a disposizione banche dati aperte e accessibili; TMview e TMclass sono state sviluppate e messe in rete alla fine degli anni 2000, con l’adesione progressiva da parte dei singoli uffici nazionali e regionali dell’UE.

Inoltre, nel 2008 una riunione storica del Consiglio di amministrazione ha dato inizio a un progetto che per molti versi ha definito la prima parte del decennio successivo di attività dell’Ufficio, ossia il Fondo di cooperazione.

 

2012-oggi: espansione e crescita

Il secondo decennio del nuovo secolo ha comportato una serie di cambiamenti per l’Ufficio. La cooperazione con gli uffici nazionali e regionali della PI dell’UE è diventata più intensa che mai, mentre la cooperazione internazionale è cresciuta notevolmente. Sono stati sviluppati nuovi strumenti e servizi elettronici con l’obiettivo di offrire un’utenza completamente elettronica in relazione a tutti gli aspetti legati a marchi e disegni e modelli. Alla base di questo impegno si trova il primo piano strategico dell’Ufficio: la sua tabella di marcia per il futuro.

Il trasferimento dell’Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale ha segnato una nuova era per l’Ufficio. L’Osservatorio, incaricato di una serie di compiti previsti dal proprio regolamento, ha rappresentato una nuova impresa per la proprietà intellettuale a livello europeo e il suo trasferimento ha comportato la gestione di questioni legate alle violazioni, quali la collaborazione con le autorità pubbliche preposte all’applicazione e al contrasto, lo sviluppo di strumenti specializzati, la messa a disposizione di ricerche basate su elementi probanti e la sensibilizzazione in materia di proprietà intellettuale.

L’Osservatorio è stato creato nell’aprile del 2009, nel contesto della direzione generale Mercato interno e servizi della Commissione, con il nome di Osservatorio europeo della contraffazione e della pirateria. L’EUIPO, in veste di principale agenzia dell’UE dedicata esclusivamente a questioni di proprietà intellettuale, ha iniziato a collaborare strettamente con l’Osservatorio nel contesto di un memorandum d’intesa firmato nell’aprile del 2011.

A seguito di una proposta della Commissione, sostenuta dal Parlamento europeo e dal Consiglio, l’Osservatorio è stato affidato all’EUIPO a tutti gli effetti il 5 giugno 2012.

Nella foto: 27 settembre 2012, la prima riunione plenaria dell’Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale prende il via ad Alicante.

 

Il regolamento che trasferisce l’Osservatorio all’EUIPO lo ha ribattezzato Osservatorio europeo sulle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale. Ai sensi di tale regolamento, l’EUIPO è tenuto a finanziarne le attività.

Il Fondo di cooperazione, il progetto di più vasta portata mai intrapreso dall’Ufficio, è andato a regime nel 2012. In tale circostanza si è registrato lo sviluppo di una serie di strumenti e servizi sofisticati concepiti per e, aspetto quest’ultimo fondamentale, in collaborazione con gli utenti e gli uffici nazionali e regionali della PI. Entro la fine dei cinque anni di vita del Fondo di cooperazione, il panorama della proprietà intellettuale nell’UE è stato trasformato, consentendo per la prima volta il deposito elettronico in ogni singolo Stato membro. L’eredità di più ampia portata del Fondo, un’ampia e capillare rete di pratiche di collaborazione e di lavoro comune con estensione in tutta l’Unione europea, è ora saldamente integrata nel DNA dell’Ufficio.

Con l’introduzione riuscita di una serie completa di strumenti e servizi elettronici in tutta l’UE, il Fondo di cooperazione è andato oltre l’essere un semplice progetto.

Si è trattato di un enorme sforzo di collaborazione che ha interessato l’intera rete della PI dell’Unione europea, modernizzandone gli uffici e offrendo miglioramenti effettivi agli utenti. Al suo apice, più di 300 persone in tutta l’UE stavano lavorando a una serie di progetti che rientravano nel contesto più ampio del Fondo.

 

Nella foto: la famiglia del Fondo di cooperazione presso l’EUIPO, nel novembre del 2012.

 

Il tanto atteso pacchetto di riforme sul marchio è stato finalmente pubblicato nel 2015 e la sua entrata in vigore è stata fissata per il 23 marzo 2016. Era previsto un cambiamento del nome e, quindi, l’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno è diventato l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale. L’EUIPO ha assorbito enormi cambiamenti nelle proprie attività lavorative, ossia una nuova struttura di tasse, nuovi cambiamenti nelle prassi e una nuova identità. Una seconda ondata di cambiamenti, prevista ai sensi della legislazione del 1° ottobre 2017, ha ulteriormente modernizzato il sistema del marchio UE, a vantaggio di tutti gli utenti.

Ai sensi del nuovo regolamento, la denominazione dell’Ufficio è stata armonizzata con la terminologia del trattato di Lisbona.

Un nome nuovo per un’era nuova, che rispecchiava l’ampliamento delle competenze dell’Ufficio e il suo ruolo nel sistema della proprietà intellettuale dell’UE. Anche il marchio comunitario ha cambiato nome, diventando marchio dell’Unione europea.

 

Nella foto: apposizione dell’insegna con il nuovo nome dell’Ufficio il 22 marzo 2016.

La trasformazione fisica dell’Ufficio è uno degli aspetti più rilevanti del suo sviluppo negli ultimi 25 anni. Da un ufficio in affitto in centro ad Alicante si è passati a un campus costruito ad hoc che rispecchia l’impegno dell’EUIPO nei confronti della sostenibilità e del suo inser5imento nel contesto locale della regione.

 

Con l’ampliamento del campus completato nel 2018, la sede dell’EUIPO è ora effettivamente sostenibile.

Pannelli solari e turbine eoliche contribuiscono a fornire l’elettricità, l’acqua piovana viene riciclata e il consumo energetico è stato notevolmente ridotto.

 

Nella foto: veduta aerea del campus dell’EUIPO che mostra la presenza di pannelli solari e turbine eoliche sul tetto della struttura principale.

 

Gli ultimi 25 anni hanno apportato enormi cambiamenti tecnologici al panorama della proprietà intellettuale nell’UE. Al momento dell’istituzione dell’EUIPO, pochi avrebbero potuto immaginare il futuro digitale che attendeva gli uffici di PI, i loro utenti e il mercato. Dal 1994 l’UE stessa ha subito tre allargamenti, con l’ampliamento della portata della protezione del marchio UE e dei disegni o modelli comunitari registrati in occasione di ognuno di tali eventi. In un mondo sempre più globalizzato, la cooperazione internazionale è diventata ancora più importante e l’EUIPO collabora con la Commissione europea, paesi terzi, regioni e utenti internazionali con l’obiettivo di sostenere il sistema della PI in tutto il mondo.

Il primo quarto di secolo dell’EUIPO è stato ricco di avvenimenti. Resta da scoprire quali sfide porteranno i prossimi 25 anni.

Ultimo aggiornamento della pagina 04-03-2020
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