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giugno 21, 2022 Informazioni sull´EUIPO

L’anello mancante: come la tecnologia blockchain può aiutare a proteggere titolari e consumatori di PI


 

Di Eleonora Rosati

VHS, CD, Internet, commercio elettronico, assistenti virtuali, criptovalute: a intervalli di pochi anni, nuove tecnologie rivoluzionano le nostre vite e le rendono più interconnesse tra territori e paesi.

Per la proprietà intellettuale (PI), questi progressi implicano in genere nuovi modi per i titolari dei diritti di sfruttare il proprio patrimonio e per i consumatori di accedervi, ma anche nuovi modi per violare i diritti di PI e quindi nuove sfide per la loro tutela e applicazione.

Con l’internazionalizzazione dei mercati e delle economie, aumenta la contraffazione. In diversi casi, poi, la fruizione di prodotti falsi e contraffatti può mettere a rischio la salute (medicinali e cosmetici, ad esempio), la sicurezza (come nel caso dei giocattoli per bambini o dei ricambi per auto) e l’ambiente (basti pensare a pesticidi o sostanze chimiche). Uno studio recente pubblicato dall’EUIPO mostra che la maggior parte di tali prodotti (60 %) è acquistata online e che, insieme agli Stati Uniti d’America, l’Unione europea (UE) è la principale economia di destinazione di questi «falsi pericolosi» provenienti da paesi terzi.

Come possiamo affrontare questo problema e ridurre anche il rischio che prodotti nocivi entrino e circolino nel mercato dell’UE? Su questo fronte ci sono buone notizie.

I vantaggi delle soluzioni di tracciabilità basate sulla tecnologia blockchain

Le soluzioni di tracciabilità consentono di sapere dove si trova un prodotto e chi ne è in possesso. Con l’aggiunta della nuova arrivata, la tecnologia blockchain, si ha una promettente sinergia di strumenti per proteggere sia i titolari dei diritti sia i consumatori.

In parole povere, la blockchain è come un libro digitale condiviso e immutabile (chiamato «registro») che consente a tutti di avere una copia di tutte le transazioni eseguite tra più parti. Se qualcuno vuole cambiare la propria versione del libro, tutti devono essere d’accordo. In caso contrario, il libro non è più accettato dal resto della rete.

Le soluzioni di tracciabilità decentrate offrono vantaggi distinti rispetto ai sistemi centralizzati e isolati più tradizionali. Innanzitutto, forniscono strutture più sicure, agili ed efficaci in termini di costi rispetto ai sistemi «più vecchi». Ciò vale in particolare per la gestione della catena di approvvigionamento e l’autenticità. È essenzialmente per questi motivi che l’EUIPO (con una solida esperienza precedente nell’attuazione di soluzioni di blockchain), in collaborazione con la Commissione europea, sta valutando il potenziale delle soluzioni di tracciabilità basate sulla blockchain per la tutela dei diritti di PI.

Il forum Blockathon anticontraffazione dell’UE e il concorso Anti-Counterfeiting Blockathon Infrastructure

Un risultato degli sforzi congiunti dell’EUIPO e della Commissione europea è il forum anticontraffazione Blockathon. L’obiettivo principale del forum, istituito all’indomani del concorso Blockathon 2018 dell’UE, è incoraggiare il trasporto e l’attestazione di prodotti autentici nell’UE e affrontare le sfide della contraffazione. Il forum intende riunire persone e organizzazioni attive nello sviluppo di infrastrutture anticontraffazione.

E ci sono novità anche sul fronte delle infrastrutture.

Nel marzo 2022, tra le diverse candidature presentate, l’EUIPO ha selezionato ELSA come vincitore del concorso Anti-Counterfeiting Blockathon Infrastructure. Frutto di uno sforzo congiunto di progettisti e architetti digitali, è un progetto di infrastruttura blockchain il cui obiettivo principale è garantire l’accesso ai dati relativi ai prodotti e al loro «viaggio» nella catena di approvvigionamento, al fine di disincentivare la fabbricazione e la distribuzione di articoli falsi e contraffatti. Il sistema chiede all’EUIPO di convalidare l’identità dei titolari dei diritti e di fornire loro un’etichetta digitale anticontraffazione da apporre sui prodotti mediante codici QR o altre tecnologie di serializzazione. «La mancanza di fiducia tra le parti interessate della catena di approvvigionamento è un problema che vogliamo affrontare», spiega Thomas Rossi, membro di ELSA.

Una caratteristica essenziale di questo progetto è che si tratta di software open source: è quindi disponibile gratuitamente e può essere modificato e ridistribuito. Ciò significa non solo minori ostacoli all’adozione, ma anche la possibilità di migliorarne costantemente le prestazioni aggiornando il software di base. Thomas sottolinea come, in futuro, «la natura open source di ELSA consentirà inoltre alla comunità di sviluppare ulteriori funzionalità per un utilizzo più diffuso».

Un mix di soluzioni

Alla luce delle considerazioni precedenti, come sarà il futuro della catena di approvvigionamento e della gestione dei dati? Probabilmente si tratterà di un mix di soluzioni tecnologiche e di sviluppi a livello giuridico e delle politiche.

Le soluzioni di tracciabilità hanno evidenziato un chiaro potenziale e hanno già consentito di ottenere risultati importanti. In ogni caso, è probabile che questo sia solo l’inizio: è ormai evidente che la tecnologia blockchain può essere utilizzata in molti modi diversi e promettenti, anche come diploma digitale o per l’economia circolare dei prodotti.

Oltre alle soluzioni tecnologiche, occorre considerare anche gli sviluppi legislativi. Il progetto di legge sui servizi digitali dell’UE, ad esempio, mira a garantire che ciò che è illegale offline lo sia anche nell’ambiente online. A tal fine, punta a una maggiore responsabilizzazione dei soggetti attivi su Internet, compresi i mercati online. Nella primavera del 2022 è stato raggiunto un accordo politico su questa proposta di regolamento dell’UE e il testo finale sarà adottato a breve.

In conclusione, è probabile che il futuro del rispetto dei diritti di PI sarà caratterizzato da una costante collaborazione tra tecnologia e diritto, per rafforzare la fiducia nel commercio internazionale ed elettronico, insieme alle parti interessate della catena di approvvigionamento.

La dott.ssa Eleonora Rosati è una giurista italiana con esperienza in materia di diritto d’autore, marchi, moda e internet. È professoressa ordinaria di diritto della proprietà intellettuale, direttrice dell’istituto di diritto della proprietà intellettuale e del mercato (Institute for Intellectual Property and Market Law, IFIM) e co-direttrice del Magister Legum di diritto europeo di PI presso l’università di Stoccolma. Svolge inoltre l’attività di consulente presso lo studio Bird & Bird ed è autrice di diversi articoli e libri su questioni di PI.


 
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